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	<title>Vernelli Francesco</title>
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	<description>imprenditoriale, editoriale, manageriale</description>
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		<title>Vernelli Francesco</title>
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		<title>Umanità al lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una cosa che mi è rimasta impressa dalla mia educazione scout è legata alla modalità migliore da adottare per aiutare gli altri. Ai tempi in cui dal nostro continente partivano con una certa frequenza carichi di aiuti umanitari per il terzo mondo una considerazione fu illuminante: sarebbe stato più utile dare a migliaia di persone [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=413&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa che mi è rimasta impressa dalla mia educazione scout è legata alla modalità migliore da adottare per aiutare gli altri. Ai tempi in cui dal nostro continente partivano con una certa frequenza carichi di aiuti umanitari per il terzo mondo una considerazione fu illuminante: sarebbe stato più utile dare a migliaia di persone qualcosa per sfamarsi oggi o la possibilità, gli strumenti e le competenze per farlo per il resto della vita? Probabilmente entrambe le cose. Ma, allora, non era così immediato pensare che la seconda ipotesi sarebbe stata quella più utile (per tutti). Il concetto è quello di valorizzare non tanto la quantità e la qualità di beni e strumenti messi a disposizione, quanto l&#8217;apporto di competenze, conoscenze, capacità e voglia di di imparare.</p>
<p>Ma se il concetto è valido per chi ha bisogno lo è altrettanto all&#8217;interno delle organizzazioni che sarebbe forse preferibile cominciare a pensare più come comunità che come risorse umane. Un buon sistema ha bisogno di essere alimentato con il &#8220;saper fare&#8221; e con una sorta di &#8220;educazione&#8221; alla buona convivenza. La cooperazione tra persone che apportano competenze può essere la base per vincere sfide complesse e avvincenti: il paragone è quello, ormai abusato, con l&#8217;automobile. Possederne una (performante) ma non avere la patente è inutile; e viceversa. Ed entrambe sarebbero superflue senza carburante. Il carburante delle organizzazioni concepite in questo modo è la fiducia. La collaborazione è facilitata da meccanismi di fiducia: il principio per cui il singolo agisce a favore della collettività (dell&#8217;organizzazione, degli altri) non è quello di un buonismo o di un altruismo oltre ogni cosa; ma una sorta di egoismo virtuoso per cui se faccio bene la mia parte anche gli altri faranno bene la loro e me ne avvantaggerò a mia volta. C&#8217;è da chiedersi se sia possibile instaurare, anche all&#8217;interno delle aziende, un meccanismo virtuoso per il quale la fiducia reciproca diventi una leva positiva.</p>
<p>Torna l&#8217;esigenza quindi di fondare  le regole sui valori e non il contrario. Costruire un&#8217;organizzazione sui valori significa questo: non avere bisogno di regole per forzare i comportamenti delle persone che vi appartengono ma soltanto di quelle che sono diretta espressione (proiezione direi) del sistema valoriale condiviso (anche in azienda). A me sembra che questo sia anche un modo di considerare che possa esistere non un uomo, ma un&#8217;umanità al lavoro.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-415" title="DSC_0086_01B" src="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2012/01/dsc_0086_01b.jpg?w=300&#038;h=205" alt="" width="300" height="205" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vernellifrancesco.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vernellifrancesco.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vernellifrancesco.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vernellifrancesco.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vernellifrancesco.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vernellifrancesco.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vernellifrancesco.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vernellifrancesco.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vernellifrancesco.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vernellifrancesco.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vernellifrancesco.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vernellifrancesco.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vernellifrancesco.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vernellifrancesco.wordpress.com/413/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=413&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un gran bel posto dove lavorare</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 10:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
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		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Esiste una classifica che si chiama Great Place to Work frutto di un contest in cui le aziende si sfidano per conquistare un posto in cima alla lista dei migliori ambienti in cui lavorare. Le parole più utilizzate nel descrivere i segreti per divenire uno dei posti più ambiti in cui lavorare sono: dialogo, trasparenza, attenzione, esigenze, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=397&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste una classifica che si chiama <a href="http://www.greatplacetowork.it" target="_blank">Great Place to Work</a> frutto di un <em>contest</em> in cui le aziende si sfidano per conquistare un posto in cima alla lista dei migliori ambienti in cui lavorare. Le parole più utilizzate nel descrivere i segreti per divenire uno dei posti più ambiti in cui lavorare sono: dialogo, trasparenza, attenzione, esigenze, fiducia, orgoglio, persone, crescere, equilibrio, sostenibilità. Sostanzialmente, da questa sorta di brainstorming, sembra che l&#8217;obiettivo sia quello di andare a lavorare e &#8220;sentirsi come a casa&#8221;.</p>
<p>In un libro di qualche tempo fa (era metà degli anni novanta) il sociologo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_De_Masi" target="_blank">Domenico de Masi</a> sviluppava un concetto che mi colpì molto: l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ozio_creativo" target="_blank">ozio creativo</a>. Pensato per leggere al meglio una società in cui lavoro, tempo libero, passioni personali e stile professionale si mischiano in continuazione è divenuto una chiave di lettura più ampia, anche all&#8217;interno della gestione delle risorse umane. Sembra che le aziende, qualche anno più tardi (il premio è alla sua undicesima edizione), lo abbiano fatto proprio: asili aziendali, servizi fuori dal <em>core business </em>offerti ai dipendenti, <em>benefits</em> personalizzati, sistemi di valutazione partecipati sono alcuni degli strumenti con cui le imprese cercano di coinvolgere il personale. Nel senso doppio del termine, sostantivo ed aggettivo. Il personale non è quindi solo l&#8217;insieme delle persone impiegate in un&#8217;organizzazione, ma anche qualcosa che ha a che fare con il giudizio, la valutazione, i gusti e le esigenze di ciascuno. L&#8217;azienda cerca di allacciare un dialogo personale, non collettivo.</p>
<p>Fine ultimo è un coinvolgimento che possa portare ad un maggiore efficienza generale, alla ricerca dell&#8217;eccellenza in tutti i settori, a favorire l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Empowerment" target="_blank">empowerment</a>  personale e, da ultimo, ad una maggiore produttività. Questa nuova modalità di vedere il rapporto di lavoro in maniera più fluida (come fosse l&#8217;incontro di forze creative pronte a cooperare) deve anche portarsi dietro una maggiore responsabilizzazione dei singoli affinché possano essere pronti a siglare questo nuovo patto con la propria azienda, fissando obiettivi e limiti. Per passare dall&#8217;ufficio alla comunità non bastano soltanto un insieme di regole e <em>best practices</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-399" title="Homer" src="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/12/homer.png?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vernellifrancesco.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vernellifrancesco.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vernellifrancesco.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vernellifrancesco.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vernellifrancesco.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vernellifrancesco.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vernellifrancesco.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vernellifrancesco.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vernellifrancesco.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vernellifrancesco.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vernellifrancesco.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vernellifrancesco.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vernellifrancesco.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vernellifrancesco.wordpress.com/397/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=397&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Reputation (il personal branding in un bacio)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 17:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il personal branding è l&#8217;attività che ci permette di avere una certa notorietà (anche se il termine non è proprio corretto) in un certo contesto. Oggi, utilizzare strumenti tipicamente pubblicitari è alla portata di tutti: la &#8220;fama&#8221; gira nella rete e così ciascuno di noi, con qualche competenza tecnica ed informatica, può diventare una specie [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=322&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <em>personal branding</em> è l&#8217;attività che ci permette di avere una certa notorietà (anche se il termine non è proprio corretto) in un certo contesto. Oggi, utilizzare strumenti tipicamente pubblicitari è alla portata di tutti: la &#8220;fama&#8221; gira nella rete e così ciascuno di noi, con qualche competenza tecnica ed informatica, può diventare una specie di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Armando_Testa" target="_blank">Armando Testa</a> nel suo piccolo.</p>
<p>Quello però che non si fa (e che non è proprio facile da realizzare, perlomeno non è istantaneo) è costruire qualcosa dietro la facciata della pubblicità. Perché se il <em>personal branding</em> si ferma alle attività superficiali (come una bella grafica del sito od una foto strabiliante) rischia di divenire solo un&#8217;apparizione che si sfoca velocemente nelle menti della maggior parte delle persone.</p>
<p>Ciò a cui non si bada è la reputazione: come la si costruisce? Cosa fa sì che il nostro marchio (<em>brand</em>) possa avere un valore solido e non così fragile da perdersi nel giro di pochissimi istanti? Sicuramente la preparazione, la competenza ed un lavoro portato avanti con disciplina e determinazione. Come dice <a href="http://www.paolomanocchi.it/" target="_blank">Paolo Manocchi</a> siamo abituati a pensare al motto &#8220;l&#8217;abito non fa il monaco&#8221; guardando solo ad una faccia della medaglia: o solo la forma, o solo la sostanza. Invece sono due facce che viaggiano necessariamente insieme, vicine, si toccano, si baciano.</p>
<p>A proposito di baci. Mentre scrivo sta facendo scalpore l&#8217;ultima campagna di <a href="http://it.benetton.com/" target="_blank">Benetton</a> (ritirata) con i baci scambiati tra personalità importanti del mondo. Quale forma e quale sostanza? Quale reputazione? La trovata pubblicitaria (forma) è sicurmaente di impatto non fosse altro per il fatto che è stata ripresa dalle testate di tutto il mondo; ma, forse, come fa notare anche l&#8217;<a href="http://www.independent.co.uk/life-style/fashion/news/can-the-pope-and-barack-obama-save-benetton-6263368.html" target="_blank">Independent</a> la questione (sostanza) è un&#8217;altra e riguarda i conti, non troppo brillanti, della casa di moda.</p>
<p>Come scrive la rivista <a href="http://www.internazionale.it/" target="_blank">Internazionale</a> &#8220;le provocazioni non sono più una novità, e forse non sono sufficienti a convincere i consumatori&#8221;. Soprattutto se, poi, a guardar bene, sono anche delle <em>cover</em> .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-388" title="Kiss" src="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/11/kiss.jpg?w=300&#038;h=217" alt="" width="300" height="217" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vernellifrancesco.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vernellifrancesco.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vernellifrancesco.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vernellifrancesco.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vernellifrancesco.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vernellifrancesco.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vernellifrancesco.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vernellifrancesco.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vernellifrancesco.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vernellifrancesco.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vernellifrancesco.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vernellifrancesco.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vernellifrancesco.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vernellifrancesco.wordpress.com/322/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=322&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Stand alone</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 07:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Rimanere soli: nessuno con cui comunicare, interagire, confrontarsi anche solo con uno sguardo. Una condizione che spaventa molti. Personalmente credo invece che i momenti di solitudine possano essere quelli di vera sublimazione della propria persona, del proprio spirito ed anche delle proprie competenze. Ciascuno di noi, per definizione, è un soggetto singolo quindi, almeno in parte, solitario; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=381&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rimanere soli: nessuno con cui comunicare, interagire, confrontarsi anche solo con uno sguardo. Una condizione che spaventa molti. Personalmente credo invece che i momenti di solitudine possano essere quelli di vera sublimazione della propria persona, del proprio spirito ed anche delle proprie competenze.</p>
<p>Ciascuno di noi, per definizione, è un soggetto singolo quindi, almeno in parte, solitario; ciascuno di noi costruisce buona parte della propria personalità ed identità in maniera autonoma scegliendo quali esperienze fare, che interazione avere con gli altri e l&#8217;ambiente circostante. Ci sono momenti in cui questo processo di crescita (in tutti i sensi) lo si verifica; la costruzione della propria identità (e della propria professionalità) passa anche attraverso momenti di confronto con se stessi. AI quali difficilmente si riesce a sfuggire. Anziché viverli con un certo senso di oppressione o frustrazione, il consiglio è quello di renderli veri e propri stadi di verifica della propria &#8220;forza&#8221;.</p>
<p>Ad ognuno di noi è capitato almeno una volta di sentirsi isolato, di pensare vagamente ad altro, di riflettere su una scelta fatta; capita in maniera imprevista e spesso ci coglie impreparati. Riuscire ad utilizzare in maniera costruttiva queste &#8220;divagazioni&#8221; diviene così più difficile. Mentre sarebbe importante ottimizzare questi momenti per trasformare quella che solitamente si chiama distrazione in concentrazione. Sarebbe importante farlo anche all&#8217;interno delle organizzazioni nelle quali si insegue la produttività dove, accanto al team-building e alla costruzione di un gruppo efficiente, potrebbe risultare utile (e proficuo) valorizzare anche momenti di singola soddisfazione.</p>
<p>Per farlo (o provarci) il primo consiglio è quello di non affidarsi al caso ma programmare: concedersi momenti di ascolto personale con tempi e modalità definiti. Il secondo consiglio è quello di rifuggire dal desiderio che da questo tipo di ascolto si possano trovare delle risposte a problemi e questioni in maniera diretta. La meditazione (o quel che le assomiglia) significa ascoltare il nostro profondo, che può fornirci delle idee. Come spiega <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Lynch" target="_blank">David Lynch</a> &#8221;<em>le idee sono come i pesci: se vuoi prendere un pesce piccolo puoi restare nell&#8217;acqua bassa, se vuoi un pesce grosso devi scendere nel profondo</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/effevu74/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-384" title="DSC_0049_01" src="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/11/dsc_0049_01.jpg?w=200&#038;h=300" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vernellifrancesco.wordpress.com/381/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vernellifrancesco.wordpress.com/381/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vernellifrancesco.wordpress.com/381/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vernellifrancesco.wordpress.com/381/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vernellifrancesco.wordpress.com/381/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vernellifrancesco.wordpress.com/381/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vernellifrancesco.wordpress.com/381/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vernellifrancesco.wordpress.com/381/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vernellifrancesco.wordpress.com/381/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vernellifrancesco.wordpress.com/381/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vernellifrancesco.wordpress.com/381/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vernellifrancesco.wordpress.com/381/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vernellifrancesco.wordpress.com/381/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vernellifrancesco.wordpress.com/381/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=381&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Leadership training</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 20:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leader si nasce o si diventa? Le occasioni per formarsi non mancano; così come gli stili di leadership che si moltiplicano quasi fossero delle specializzazioni delle scuole. Ed esiste anche un Leadership Center (MIT) che negli Stati Uniti, oltre che formare, analizza le modalità più appropriate di guida delle organizzazioni. In Italia per formare i leader [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=367&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leader si nasce o si diventa? Le occasioni per formarsi non mancano; così come gli stili di leadership che si moltiplicano quasi fossero delle specializzazioni delle scuole. Ed esiste anche un <a href="http://mitleadership.mit.edu/" target="_blank">Leadership Center (MIT)</a> che negli Stati Uniti, oltre che formare, analizza le modalità più appropriate di guida delle organizzazioni.</p>
<p>In Italia per formare i leader ci sono scuole diverse; un&#8217;idea innovativa è sicuramente quella del <a href="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/10/carcere_sole24-28-9-2011_jpg.pdf">progetto che ha portato in carcere un gruppo di manager</a> affinché l&#8217;esperienza fosse una scuola di motivazione. L&#8217;intento finale è quello di ottenere un manager che sia anche leader ed avere effetti benefici sul fatturato (come si legge in <a href="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/10/eventiquattro-la-leadership_-si-vede-sui-conti.pdf">questo articolo de IlSole24Ore</a>). Sui risultati si riescono a trovare notizie meno certe. Le caratteristiche di un leader (almeno le principali secondo il mio modo di vedere) le avevo scritte in un <a href="http://vernellifrancesco.wordpress.com/2011/02/22/3-elementi-per-essere-leader-in-un-gruppo/" target="_blank">post di qualche tempo fa</a>: competenze, fiducia, condivisione. La questione è dove andare a prendere chi ha queste caratteristiche o come fare in modo che siano sviluppate da chi ha ruoli di responsabilità. La formazione è senz&#8217;altro utile ma, personalmente, credo che la formazione che maggiormente va curata è quella iniziale, delle prime scuole (formali o meno) che ciascuno di noi frequenta. Una formazione con la quel, nel tempo, ciascuno di noi forma il proprio carattere e, soprattutto, determina i propri valori. Credo che questo sia importante e che non ci sia scuola, da adulti, che possa formare questa base su cui poi insistono tecniche, strumenti, stili. La disciplina, la determinazione, la lealtà, il carisma (solo per citarne alcuni) non si insegnano in nessun seminario e <em>training</em> sulla leadership.</p>
<p>I motivi per i quali è importante fissare dei principi (ciascuno i propri) ancora prima di far carriera sono essenzialmente due. Il primo è che gli stili di leadership, le tecniche di comunicazione, le modalità di relazione, gli schemi organizzativi son tutti elementi che, prima o poi, in un modo o nell&#8217;altro, verranno messi in discussione, modificati, alterati, innovati. Il secondo è che ciascuno di noi è leader, in un contesto grande o piccolo, in un momento della propria vita, in una situazione particolare. Ed anche nelle organizzazioni i traguardi si raggiungono meglio se la motivazione è diffusa e non se un gregge di gregari segue acriticamente un capo. Nella presentazione della scuola del MIT (Leadership Center) si legge &#8220;<em>the idea that leadership today, even more than in the past, must come from every level of an organization or every part of an organizational network</em>&#8221; . A scuola di leadership si comincia ad andare presto e non si smette mai.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-370" title="StevJobs" src="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/10/stevjobs.jpg?w=300&#038;h=235" alt="" width="300" height="235" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vernellifrancesco.wordpress.com/367/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vernellifrancesco.wordpress.com/367/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vernellifrancesco.wordpress.com/367/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vernellifrancesco.wordpress.com/367/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vernellifrancesco.wordpress.com/367/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vernellifrancesco.wordpress.com/367/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vernellifrancesco.wordpress.com/367/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vernellifrancesco.wordpress.com/367/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vernellifrancesco.wordpress.com/367/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vernellifrancesco.wordpress.com/367/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vernellifrancesco.wordpress.com/367/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vernellifrancesco.wordpress.com/367/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vernellifrancesco.wordpress.com/367/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vernellifrancesco.wordpress.com/367/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=367&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pedalare!</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 10:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un rito, una preparazione ad hoc per affrontare certi percorsi. Come per esempio quando si va in bicicletta: bisogna provvedere all&#8217;alimentazione, all&#8217;abbigliamento, alla preparazione, alla messa a punto della bici, alla programmazione del percorso.  Certo, si può anche prendere la bici e fare un giro ma non è la stessa cosa. Pedalare non è blandamente portare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=359&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un rito, una preparazione <em>ad hoc</em> per affrontare certi percorsi. Come per esempio quando si va in bicicletta: bisogna provvedere all&#8217;alimentazione, all&#8217;abbigliamento, alla preparazione, alla messa a punto della bici, alla programmazione del percorso.  Certo, si può anche prendere la bici e fare un giro ma non è la stessa cosa. Pedalare non è blandamente portare avanti la bicicletta, ma spingere sui pedali con tutta la forza che si riesce ad esprimere.</p>
<p>Ma la cosa più importante se si decide di andare in bicicletta, quella che a me aiuta molto nella preparazione, è un&#8217;altra: avere un obiettivo. Non è una cosa da poco perché l&#8217;obiettivo che ci diamo (che siano 10, 50 o 100 chilometri, in salita o in pianura) deve essere raggiungibile, magari per un pelo, ma lo si deve poter &#8220;toccare&#8221;.  Deve essere personale, non lo può indicare qualcun altro. Deve essere pensato per migliorare: ogni volta un passo (una pedalata) più avanti.</p>
<p>Quando poi si sale in sella c&#8217;è un altro trucco per affrontare le salite senza arrendersi e le discese senza aver paura. Il trucco è &#8220;un pezzo alla volta&#8221;. Ci vuole un po&#8217; di allenamento per capire quanta energia il proprio corpo (e la propria mente) consuma per fare una pedalata, quanto sudore ci vuole per far fare un giro completo alla ruota. Riuscire a cogliere questa strana unità di misura, così diversa da un individuo all&#8217;altro, è la chiave per raggiungere l&#8217;obiettivo e farlo allo stesso tempo senza risparmiarsi e senza rischiare di non raggiungerlo. Ci vuole forza di volontà, un po&#8217; di coraggio e molto allenamento. D&#8217;altra parte anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Edison" target="_blank">Thomas Edison</a> diceva &#8220;&#8221;il genio è l&#8217;uno per cento di ispirazione e il novantanove per cento di traspirazione&#8221;.</p>
<p>Bisogna crederci. Personalmente provo a pedalare tutti i giorni anche se la mia bici spesso rimane in garage; e quando arrivo in cima alla salita spesso la soddisfazione annulla la fatica, e ritrovo l&#8217;energia per un altro sprint.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fausto_Coppi"><img class="aligncenter size-medium wp-image-360" title="FaustoCoppi" src="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/09/faustocoppi.jpg?w=219&#038;h=300" alt="" width="219" height="300" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vernellifrancesco.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vernellifrancesco.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vernellifrancesco.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vernellifrancesco.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vernellifrancesco.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vernellifrancesco.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vernellifrancesco.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vernellifrancesco.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vernellifrancesco.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vernellifrancesco.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vernellifrancesco.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vernellifrancesco.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vernellifrancesco.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vernellifrancesco.wordpress.com/359/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=359&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Strategie di branding</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 07:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un post di questo blog ho descritto come è avvenuto un colloquio di lavoro in una media azienda di distribuzione commerciale italiana. Con grande sorpresa qualche tempo più tardi mi è arrivata la mail di un avvocato, incaricato dall&#8217;azienda citata nel post, con la quale si richiedeva la rimozione dello stesso. Racconto questo episodio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=350&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a title="Quante cose si imparano durante un colloquio di lavoro" href="http://vernellifrancesco.wordpress.com/2011/03/29/quante-cose-si-imparano-durante-un-colloquio-di-lavoro/">un post di questo blog</a> ho descritto come è avvenuto un colloquio di lavoro in una media azienda di distribuzione commerciale italiana. Con grande sorpresa qualche tempo più tardi mi è arrivata <a href="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/09/mail_avvocato.pdf">la mail di un avvocato</a>, incaricato dall&#8217;azienda citata nel post, con la quale si richiedeva la rimozione dello stesso.</p>
<p>Racconto questo episodio perché se ne possono trarre alcune utili riflessioni in merito alle strategie di branding di un&#8217;azienda. La prima è quella legata alla forza che possono avere le attività di social networking basate sul web: quel post era tra i primissimi risultati quando sui motori di ricerca si digitava &#8220;lavoro +  nome dell&#8217;azienda&#8221;. Oggi non è più sufficiente per un marchio che cerca visibilità affidarsi soltanto ai canali classici (spot, advertising, campagne pubblicitarie) perché i <em>rumors</em> della rete parlano con una voce costante e diffusa.  La seconda riflessione: se la prima mossa di fronte ad una minaccia (tutta da dimostrare) del proprio marchio è quella di affidarsi ad un consulente legale, significa che la strategia di un&#8217;azienda in questo senso è davvero molto lontana dal successo. Per una serie di motivi. L&#8217;efficacia: immaginiamo che i contenuti del mio post fossero stati scritti in un forum da qualcuno con un nickname. Come avrebbero fatto, e con che costi, a convincerlo a rimuovere o modificare i contenuti? Impresa ardua. I costi: un&#8217;attività di ricerca, analisi, individuazione e neutralizzazione di contenuti che minacciano il proprio brand a suon di interventi legali può generare spese non prevedibili. L&#8217;immagine: un&#8217;azienda deve decidere anche che <em>vision</em> intende comunicare nel mercato e lo stile con il quale &#8216;apparire&#8217; agli occhi dei clienti ed anche di tutti gli altri <em>stakeholders</em>; su questo punto, chiaramente, ciascuno è libero di scegliere l&#8217;aggressività, la morbidezza o il dinamismo che vuole (per citare solo alcuni degli stili possibili).</p>
<p>Posizionare un marchio sul mercato è oggi una attività molto più complessa che in passato. Inventare, arrangiarsi, reagire istintivamente non sono pratiche che premiano. Un&#8217;attenta programmazione, la conoscenza e l&#8217;utilizzo di tutti gli strumenti di comunicazione e, soprattutto, una strategia basata su valori forti possono contribuire in maniera determinante al successo commerciale.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-355" title="market" src="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/09/market.jpg?w=300&#038;h=224" alt="" width="300" height="224" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vernellifrancesco.wordpress.com/350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vernellifrancesco.wordpress.com/350/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vernellifrancesco.wordpress.com/350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vernellifrancesco.wordpress.com/350/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vernellifrancesco.wordpress.com/350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vernellifrancesco.wordpress.com/350/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vernellifrancesco.wordpress.com/350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vernellifrancesco.wordpress.com/350/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vernellifrancesco.wordpress.com/350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vernellifrancesco.wordpress.com/350/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vernellifrancesco.wordpress.com/350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vernellifrancesco.wordpress.com/350/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vernellifrancesco.wordpress.com/350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vernellifrancesco.wordpress.com/350/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=350&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">francesco</media:title>
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			<media:title type="html">market</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Popolarità, reputazione, fiducia</title>
		<link>http://vernellifrancesco.wordpress.com/2011/07/29/popolarita-reputazione-fiducia/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 18:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come si misura il successo? Quello di un blog per esempio. Da cosa si deduce che è frequentato, letto, in qualche modo utilizzato? La prima risposta dice di controllare il numero delle visite. Concordo. Ed è quello che faccio ogni tanto. Non lo nascondo, anche per un po&#8217; di orgoglio personale cerco piccole soddisfazioni nel vedere i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=337&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si misura il successo? Quello di un blog per esempio. Da cosa si deduce che è frequentato, letto, in qualche modo utilizzato? La prima risposta dice di controllare il numero delle visite. Concordo. Ed è quello che faccio ogni tanto. Non lo nascondo, anche per un po&#8217; di orgoglio personale cerco piccole soddisfazioni nel vedere i grafici delle statistiche con qualche risultato positivo.</p>
<p>Contro qualsiasi volontà promozionale e con un mio certo stupore ho scoperto che questo blog riceve visite con una costanza che non immaginavo. Eppure gli aggiornamenti che riesco a mettere si susseguono con una frequenza non troppo regolare e non così intensa. Quindi ho cercato di capire il motivo e quando l&#8217;ho scoperto (o almeno credo di aver trovato la ragione) ho pensato che fosse una scoperta che valesse un altro post.</p>
<p>La mia piccola indagine è andata ad investigare su quale fosse la pagina guardata con maggiore costanza. Ebbene è <a title="3 “L”" href="http://vernellifrancesco.wordpress.com/2010/09/25/3-l/">questa</a>! Un post di qualche tempo fa sui temi del lavoro e della motivazione: qualche tratto di originalità ma niente di eccezionale. Mi chiedevo perché mai ci fossero visite così &#8216;perseveranti&#8217; in quella pagina. Mi sono chiesto che cosa potesse portare a ricercare il titolo del mio post su Google; ho fatto una prova e tra i primi risultati che si trovano c&#8217;è il sito di un&#8217;agenzia di comunicazione americana, altre aziende di produzione, una catena di parrucchieri. Niente che si possa confondere con i temi del mio post o del mio blog. L&#8217;intuizione mi è venuta quando invece ho provato ad utilizzare la ricerca di immagini sul motore di ricerca: ebbene <a href="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2010/09/l_plate.jpg" target="_blank">questa immagine</a>, che sta in fondo a quel post, compare come terzo risultato assoluto se digitate la lettera L nel motore di ricerca. Non è una cosa da poco se ci pensate.</p>
<p>Ho riflettuto sul fatto che grazie alla scelta (azzeccata ma sicuramente  non &#8216;premeditata&#8217; in questo senso) di un titolo e quindi di un&#8217;immagine per un post, mi sono assicurato una base costante di visitatori del mio blog. Con la particolarità che, se il mio ragionamento è corretto, probabilmente non sono affatto interessati alle cose che scrivo. Dunque il successo, anche se piccolo, non è dovuto alla qualità in senso stretto: si può parlare di popolarità in questo caso (anche se piccola) ma non certo di qualità.</p>
<p>Seguendo questo ragionamento aggiungo anche che è difficile costruirsi una reputazione sulla sola popolarità; credo anzi che non sia proprio possibile se con reputazione si intende il percorso attraverso il quale gli altri ci riconoscono una certa gamma di competenze (come ho cercato di <a href="http://www.slideshare.net/francescovernelli/artecomunicare-250510" target="_blank">spiegare anche qui</a>). Da ultimo: coloro che visitano il mio blog per &#8216;rubare&#8217; l&#8217;immagine della lettera elle non torneranno una seconda volta, non si fidano di poter trovare sul mio blog altro materiale interessante; non ne hanno bisogno e non è possibile instaurare con loro un legame durevole.</p>
<p>Ho scritto quello che è accaduto a questo blog perché penso possa essere un&#8217;interessante metafora di quello che avviene anche in altre situazioni. Quanto lavoriamo per la popolarità? Quanto per la reputazione e la fiducia? Ed anche: quanto siamo in grado e siamo disposti a riconoscere e distinguere tra queste tre caratteristiche?</p>
<p>La personale <em>customer</em> <em>satisfaction</em> di ciascuno di noi passa anche attraverso queste non troppo sottili differenze.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-339" title="fiducia2" src="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/07/fiducia2.jpg?w=201&#038;h=300" alt="" width="201" height="300" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vernellifrancesco.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vernellifrancesco.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vernellifrancesco.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vernellifrancesco.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vernellifrancesco.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vernellifrancesco.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vernellifrancesco.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vernellifrancesco.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vernellifrancesco.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vernellifrancesco.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vernellifrancesco.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vernellifrancesco.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vernellifrancesco.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vernellifrancesco.wordpress.com/337/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=337&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tuffarsi in una decisione</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 18:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[know how]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[capacità]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa ci spinge a fare una scelta? Cosa ci aiuta a fare quella giusta? Le ricette spesso si sovrappongono ed illustrano cosa e come poter fare per riuscire in queste amletiche circostanze. A mio parere è difficile trovare una formula universalmente valida: perché siamo tutti diversi e quindi ciascuno di noi ha la sua &#8220;procedura&#8221;, perché è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=314&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa ci spinge a fare una scelta? Cosa ci aiuta a fare quella giusta? Le ricette spesso si sovrappongono ed illustrano cosa e come poter fare per riuscire in queste amletiche circostanze. A mio parere è difficile trovare una formula universalmente valida: perché siamo tutti diversi e quindi ciascuno di noi ha la sua &#8220;procedura&#8221;, perché è particolarmente arduo riuscire a fare previsioni, perché non esistono scelte giuste o sbagliate prima di averle fatte.</p>
<p>Provo a definire un percorso per scegliere nelle migliori condizioni: quella che propongo non è la ricetta per la scelta migliore, ma per la miglior condizione in cui scegliere. L&#8217;ultimo passo, il tuffo, ciascuno di noi deve decidere come e se farlo.</p>
<p>Trovo innanzitutto sensato partire da un concetto tanto banale quanto spesso trascurato: la consapevolezza, cioè l&#8217;esatta percezione degli stimoli che arrivano dall&#8217;esterno. Una sorta di dato grezzo che poi, grazie alle nostre abilità e competenze, possiamo rielaborare in un secondo momento. Essere davvero e pienamente coscienti di ciò che (ci) accade nell&#8217;ambiente circostante non è sempre facile.</p>
<p>Il secondo passo è quello della rielaborazione e della valutazione: un passaggio che spesso gli animali saltano (o imparano soltanto con una serie ripetuta di errori che determinano la conoscenza di un certo fattore); si tratta di non &#8220;arrendersi&#8221; al primo stimolo esterno ma cercare di capire se abbiamo i mezzi e le possibilità per individuare delle alternative (per esempio i meteoropatici non stanno bene se piove, mentre chi riesce a rielaborare lo stimolo ricevuto dalla pioggia  si attrezza con un adeguato equipaggiamento e non modifica le proprie scelte).</p>
<p>Il terzo ed ultimo step per trovare la condizione migliore per effettuare una scelta è quello dell&#8217;immaginazione (o della creatività): non si tratta di indovinare il futuro, ma di fare lo sforzo di cogliere e saper vedere scenari diversi. Per quello che potrà accaderci e ancor prima per noi stessi.</p>
<p>Diceva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eleanor_Roosevelt" target="_blank">Eleanor Roosevelt</a>: &#8220;nessuno può farvi del male senza il vostro consenso&#8221;. Niente paura quindi.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-317" title="tuffarsi" src="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/07/tuffarsi.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vernellifrancesco.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vernellifrancesco.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vernellifrancesco.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vernellifrancesco.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vernellifrancesco.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vernellifrancesco.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vernellifrancesco.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vernellifrancesco.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vernellifrancesco.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vernellifrancesco.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vernellifrancesco.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vernellifrancesco.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vernellifrancesco.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vernellifrancesco.wordpress.com/314/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=314&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Stare bene con l&#8217;impresa</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 10:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[know how]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
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		<description><![CDATA[Il welfare aziendale è il terreno nel quale possiamo confrontare le aziende più avanzate, almeno dal punto di vista della loro attenzione alle persone che vivono, a volte in tutti i sensi, in azienda. La contrattazione aziendale, che recupera elementi tipici della tutela di alcuni diritti e della erogazione di servizi alla persona, è un segnale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=307&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://fiere24.ilsole24ore.com/fiere24/it/articolo.html/2011-05-25/welfare-riparte-dall-azienda/ed423f14-8682-11e0-a2c5-2b72a9710ea0.html" target="_blank">welfare aziendale</a> è il terreno nel quale possiamo confrontare le aziende più avanzate, almeno dal punto di vista della loro attenzione alle persone che vivono, a volte in tutti i sensi, in azienda. La contrattazione aziendale, che recupera elementi tipici della tutela di alcuni diritti e della erogazione di servizi alla persona, è un segnale di una rinnovata attenzione verso il benessere di chi contribuisce, con il proprio lavoro, al ciclo di vita dell&#8217;impresa.</p>
<p>Un antesignano in questo senso è stato sicuramente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Olivetti" target="_blank">Adriano Olivettti</a> con la sua idea di un&#8217;impresa che fosse un bene non solo per l&#8217;imprenditore, ma per l&#8217;intera comunità. La sua visione del sistema impresa era allargata all&#8217;intera comunità e alla vita di coloro che vi appartenevano. Una politica, quella dell&#8217;imprenditore di Ivrea, che anticipò allora alcuni concetti che solo oggi sembrano diventare patrimonio comune (<a href="http://www.storiaolivetti.it/" target="_blank">www.storiaolivetti.it</a>)</p>
<p>Quale vantaggio potrebbe trarre un&#8217;impresa dall&#8217;intervenire in settori come quelli dell&#8217;assistenza alla maternità e all&#8217;infanzia, dell&#8217;assistenza sanitaria (di base),  dell&#8217;istruzione professionale, dei servizi culturali? A lungo si è dibattuto se fosse una questione di responsabilità sociale o convenienza, di paternalismo o di visione illuminata. Gli stessi ragionamenti potremmo farli oggi di fronte ad esperienze come quella dell&#8217;apertura di un asilo nido aziendale o dell&#8217;intervento del mondo imprenditoriale in ambiti formativi. La risposta non risiede però in una definizione che pretende di dare anche un giudizio.</p>
<p>L&#8217;esperienza insegna infatti che gli esempi più virtuosi si trovano laddove il gesto dell&#8217;imprenditore non è una concessione ma un investimento; esperienze felici sono quelle in cui le istanze dei dipendenti non sono una rivendicazione <em>tout-court</em> ma un progetto che punta a valorizzare l&#8217;intera impresa.</p>
<p>L&#8217;eccellenza imprenditoriale è anche la capacità di saper cogliere opportunità in questi spazi in cui, almeno in apparenza, il metro non è quello del profitto. Quella di Olivetti è stata una storia esemplare alla quale guardare con attenzione. Una storia alla quale, anche personalmente, devo dire grazie.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-309" title="Olivetti" src="http://vernellifrancesco.files.wordpress.com/2011/06/olivetti.jpg?w=300&#038;h=274" alt="" width="300" height="274" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vernellifrancesco.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vernellifrancesco.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vernellifrancesco.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vernellifrancesco.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vernellifrancesco.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vernellifrancesco.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vernellifrancesco.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vernellifrancesco.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vernellifrancesco.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vernellifrancesco.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vernellifrancesco.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vernellifrancesco.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vernellifrancesco.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vernellifrancesco.wordpress.com/307/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vernellifrancesco.wordpress.com&amp;blog=14351101&amp;post=307&amp;subd=vernellifrancesco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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